Prorogata la data di scadenza del VI Premio letterario “Vitulivaria”

PROROGATA DATA DI SCADENZA

A causa dell’emergenza Covid-19 e tenendo conto delle numerose richieste pervenute da autori in difficoltà per ridotte possibilità di spostamento e abitudini cambiate, il Comitato organizzatore del Concorso, nella riunione del 20 novembre, ha stabilito di estendere la data di consegna delle opere per la partecipazione al premio letterario nazionale “Vitulivaria – memorial Gerardo Teni”  a giovedì 31 dicembre 2020. In seguito a tale data avranno subito inizio i lavori di valutazione degli elaborati pervenuti.

L’emergenza Covid-19 ha inciso notevolmente su questa decisione, resasi necessaria per una serie di motivi ormai comuni a tutti e ha condizionato tutti gli eventi legati alla cultura. Tuttavia, siamo fermamente convinti che, in un momento in cui le misure di distanziamento costringono ad annullare decine di manifestazioni, proseguire con il nostro concorso e adattarlo alla situazione di emergenza ci sembra un atto dovuto. Questo perché scrivere è un’attività che si può svolgere bene in casa, poi perché il momento alienante che stiamo vivendo ha bisogno di nuove storie che lo raccontino e, infine, per sostenere ora con maggiore convinzione che le attività culturali non si devono fermare ma devono essere il veicolo per esprimere un messaggio positivo e di ottimismo per il futuro, La proroga del premio letterario nazionale “Vitulivaria – memorial Gerardo Teni”, la cui scadenza dal 30 novembre è slittata al 31 dicembre 2020, vuole offrire la possibilità di poter inviare ancora, con più tempo a disposizione, i racconti, le poesie e i libri che raccontano emozioni, storie, parentesi di vita che dimorano nella quotidianità, anche stravolta, come quella che stiamo vivendo.

Buona scrittura a tutti!

Pubblicato in Spigolando qua e là... | Lascia un commento

“Continueremo a parlare di Poesia…” di Antonio Teni

Dove sono Omero, Saffo, Alceo? E Dante, Petrarca, Cervantes? Dove Shakespeare, Shelley e la Dickinson? E Tagore, Montale e Neruda? No! Non dormono sulla collina!
O forse, piuttosto, si suppone di trovarli nelle polverose biblioteche del mondo o relegati sugli scaffali delle librerie, a motivo di ornamento, in testi la cui funzione sarebbe quella di riempire gli spazi vuoti?
No! Sono vivi quei grandi, respirano in noi, ci abitano, eterni, immortali. Perché la bellezza non può morire; così come non perisce la verità!
Invero, sussiste una identità tra le due, si compenetrano in una sorta di osmosi, nel campo semantico. Lo comprese perfettamente il giovane Keats in “Ode on a grecian urn”, con una chiusa memorabile” Bellezza è verita, verità bellezza-questo è tutto ciò che sapete sulla Terra, ed è tutto ciò che vi occorre sapere”. Fu un testamento spirituale prima che affidasse il pallore dei suoi vent’anni al freddo marmo e la sua ardente anima all’immortalità.
Il canto delle muse squarcia le tenebre della storia e rianima il cielo di luce purissima.
Dagli albori della civiltà ai giorni nostri, sempre l’umanità ha conosciuto periodi bui: guerre, rivoluzioni, catostrofi naturali, pestilenze.  Il male, come un rivolo inquinato, un sangue infetto, ha avuto modo di scorrere nelle vene della Storia. Il potere politico e la sete di ricchezza hanno largamente distribuito nequizia e violenze in ogni dove. Nondimeno, il bianco vessillo dell’Arte, della Musica e della Poesia non ha cessato di garrire sulle macerie del nostro devastato cuore.  Continueremo, noi, umili discepoli del verso, a parlare di Lei, l’ “Araba fenice” dell’ anima dell’Uomo.
Docile canto delle muse che issa la vela della speranza e ci spinge oltre le Colonne d’Ercole per scoprire mondi nuovi!
Il 2020 è stato un anno tragico per tutti, uno tsunami che ha, in un istante, cancellato le nostre certezze, portando via le nostre speranze: aspirazioni, desideri, sogni che paiono ora miraggi. Noi, strenui, immarcescibili sognatori crediamo che la poesia non sia certo “vox clamantis in deserto” ma che, pur nei mai esausti vichiani corsi e ricorsi, debba continuare a essere voce di verità: l’impietoso fascio di luce che rivela le miserie e le ambiguità di una realtà dissonante.
Perciò crediamo nel nostro progetto di portare avanti, con la sesta edizione, il premio “Vitulivaria” intitolato a Gerardo Teni, che in questi anni ha potuto contare sulla partecipazione di tanti poeti affermati e giovani di talento.
Nel corso di secoli, tanti eccelsi uomini hanno levato lo scudo a difesa della poesia – si pensi a Marco Tullio Cicerone o all’ “Apologia della poesia” di Philip Sidney. Il mio vuol essere un semplice ma  sentito elogio della luce e della bellezza che abita il paesaggio dell’anima. La Poesia si affranca dalle coordinate di finitudine poiché esorbita dalla realtà transeunte per abitare l’adimensionale, l’atemporale mondo dell’assoluta Verità.
Antonio Teni
Poeta – vice presidente Giuria del Premio Vitulivaria

Nuovo Documento di Microsoft Publisher

Pubblicato in Spigolando qua e là... | Lascia un commento

Il Premio e la sua Giuria…

In questi giorni non facili, nonostante le circostanze che hanno reso più complicato l’invio delle opere e anche le modalità organizzative, il Premio prosegue con coraggio e fiducia. Continuiamo a parlare del nostro concorso e delle innovazioni che abbiamo introdotto in questa sesta edizione. Abbiamo anticipato, nelle pagine precedenti, le due grandi novità con cui si presenta e che sono l’introduzione di una sezione D) dedicata a libri di poesia edita e l’apertura ai giovani UNDER 20 i quali potranno cimentarsi in tutti le sezioni (eccetto la D). Si è pensato ai libri editi per aprire un collegamento ancora più profondo con i poeti che, dopo la pubblicazione della loro opera, vedono la possibilità di allargare il loro pubblico. Spesso, dopo una prima fase di fervore e lancio, i poeti si trovano a non avere altre risorse affinché la propria opera venga divulgata sul territorio nazionale. Per questo motivo, si è deciso che i libri di poesia, partecipanti al Premio Vitulivaria, avranno uno spazio dedicato all’interno della rivista culturale Cultura Oltre, dove sarà inserita la copertina del libro, una frase significativa estratta dall’ opera e  il contatto o sito da collegare direttamente all’autore per permettere un significativo approfondimento sull’opera pubblicata. Il Premio letterario “Vitulivaria- memorial Gerardo Teni”, da questa sesta edizione, si avvale della collaborazione e del sostegno della rivista culturale online “Cultura Oltre 14” e del  canale YouTube Cultura Oltre.

Vorrei soffermarmi sull’approfondimento delle norme che saranno utilizzate dal comitato giudicante, prendendo in considerazione quelli che saranno i criteri da adottare per valutare il libro di poesia, muovendosi tra criteri oggettivi e criteri soggettivi, tenendo conto innanzitutto delle caratteristiche del testo esaminato. Ci sono testi in cui prevale la sperimentazione, a volte molto interessante, sia formale che linguistica,  anche con la presenza di sperimentazione poetica plurilingue; a volte, invece, in alcune sillogi, molto interessanti, prevale l’aspetto contenutistico e assume maggiore risonanza la sfera emotiva. Alla luce di ciò, dunque, bisogna approcciarsi tenendo conto dei due aspetti proposti: secondo dei criteri puramente oggettivi, è necessario verificare la presenza di caratteristiche non condizionate da variabilità come l’analisi formale/informale (struttura metrica, ritmica e sintattica, tipo di versi, di rime) e l’analisi stilistica (lessico, figure retoriche: metafore, similitudini, anafore…), punti di riferimento imprescindibili del processo valutativo. Contemporaneamente, è ovvio che nella lettura di un testo intervengano anche elementi legati alla sfera soggettiva, che risentono di una visione personale e che sono inevitabilmente legati al carattere o a un modo di pensare. Sotto questo aspetto, è fondamentale individuare il tratto di originalità del contenuto presente nella silloge, l’attenzione da porre, attraverso un’analisi tematica (emozioni, immagini, messaggi evocati dal testo) per determinare l’efficacia e la validità del messaggio e la capacità di lasciare il segno a lettura conclusa, riflettendo sulle emozioni complessive suscitate dall’opera. Sono questi, brevi accenni relativi a quello che sarà il lavoro della commissione giudicante, che riporrà sempre la massima stima  e  rispetto  nei confronti degli autori partecipanti, ponendo la massima cura e attenzione nei confronti delle opere presentate. Non posso che concludere per il momento  augurandomi che il Premio Vitulivaria possa continuare a essere considerato un premio impostato su principi di assoluta correttezza e serietà.

Buona scrittura!

Pubblicato in Spigolando qua e là... | Lascia un commento

Il cammino del Premio

Lentamente ci stiamo avviando verso una progressiva chiusura di varie attività,  necessaria soprattutto per cercare di arginare un’onda di contagi che sta prendendo progressivamente un sopravvento che genera una certa inquietudine. Siamo consapevoli che non sembra essere il momento più opportuno per portare avanti un concorso letterario, ma ci sembra comunque importante continuare e rafforzare la convinzione che scrivere, in ogni caso, possa aiutarci a superare, o meglio, ad affrontare con coraggio situazioni spiacevoli.
Dal punto di vista emotivo è inspiegabile la sensazione di rinascita che si prova quando si scrive, quando si dà voce a emozioni che scuotono ogni persona, giungendo persino, a volte, a dare una risposta  universale e valida per tutti. La poesia, infatti, è poesia perché suscita diverse emozioni che variano da persona a persona, ma che sono poi riconducibili a ognuno di noi.  Non si può, infatti,  “inventare” una poesia, perché essa nasce dal proprio animo, dal bisogno di esprimere i tanti sentimenti che si muovono all’interno e che su un foglio si trasformano in parole che, in realtà, servono a far riflettere, a far pensare e immaginare.
Per l’amore grande nei confronti della poesia e della scrittura in generale, il nostro concorso va avanti, coraggiosamente, e aspetta i vostri versi, le vostre parole, i vostri pensieri e stati d’animo, alla luce di una realtà che si va oscurando.
Concludo con una poesia che amo e che mi piace condividere su questa pagina

La poesia è il salvagente
cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l’aria
riesce a passare.
(Khalil Gibran)

Buona scrittura!

Pubblicato in Spigolando qua e là... | Lascia un commento

Parlando del Premio

Manca ormai  un mese alla scadenza della sesta edizione del nostro Premio letterario Vitulivaria e comincia a prendere forma la consistenza del numero di partecipanti, autori da tutta Italia che, nonostante la precarietà del momento, dimostrano la loro attenzione inviando le proprie opere. La fase che stiamo vivendo è senza ombra di dubbio molto particolare e devo ammettere di essere rimasta colpita dalle parole che una poetessa, giorni fa, ha espresso nei riguardi della sua partecipazione: “La poesia, in questo difficile periodo, mi sta aiutando a sollevarmi e a non pensare, donandomi l’evasione necessaria per continuare a sostenere un fardello pesante”. Non avrei potuto trovare una frase più adeguata per indicare ciò che la poesia, e la scrittura più in generale, possa rappresentare in una condizione di provvisorietà e instabilità come quella che stiamo attraversando. Inoltre, aver introdotto la sezione dedicata ai libri editi di poesia ha consentito agli autori di far conoscere più a fondo e in modo più completo il proprio universo interiore, rivelando chiaramente la bontà della scrittura e la sua funzione catartica.  Mentre scriviamo, infatti, i dissidi e le paure insite nella sfera intima emergono quasi inconsapevolmente e, attraverso il rispecchiamento della forma delle parole, che in questo caso assumono una risonanza intensa, conducono miracolosamente a una liberazione di se stesso dalla rete di esperienze significative. Complesso appare, in virtù di quanto detto, il cammino di valutazione nel momento in cui si affrontano raccolte poetiche, perché le sillogi, più che le singole poesie, permettono   di comprendere pienamente il nucleo originario dell’azione poetica di un autore, evidenziando gli aspetti, i valori, le ansie, le contraddizioni che hanno spinto un autore di poesia a usare un determinato linguaggio per dire e dirsi qualcosa; il poeta può contare dunque su una lingua che gli serve come strumento per aprirsi intenzionalmente alla sua verità e alla  profondità del suo intrinseco riflettere per raggiungere l’essenza del suo essere uomo. Il poeta allora rispecchia in sé tutta l’umanità e compito di chi deve in qualche modo valutare un’opera rispetto ad un’altra è cercare di capire se nelle poesie proposte questo rispecchiamento è avvenuto oppure la lingua è rimasta come puro prodotto di termini denotativi e/o anche connotativi. Per valutare al meglio una silloge poetica diventa fondamentale, dunque, il compito della commissione giudicatrice nominata per esaminare e analizzare le opere partecipanti al Premio. Preliminarmente si parte dall’assunto che giudicare un singolo testo poetico è molto diverso dal giudicare una raccolta di poesie; il testo poetico, infatti, si evidenzia per la sua metrica, la sua sonorità, per il suo senso e la sua immediatezza. Una silloge, invero, presenta altre caratteristiche, soprattutto perché propone un insieme di poesie con un titolo e quasi sempre corrisponde a una determinata fase vissuta dall’autore che, per vari motivi sente l’esigenza di raccogliere quelle poesie che sono state scritte in un periodo di tempo, significativo per la sua sfera personale. Il percorso valutativo si inoltra già nel momento in cui viene assegnato un titolo, ponendosi il problema della coerenza fra titolo e l’insieme di poesie proposte, che naturalmente deve essere in armonia, dimostrando una certa consonanza fra le poesie scelte e il nome della silloge. Qualche volta sono presenti anche immagini, che aggiungono un ulteriore significato a una delle poesie presenti nella silloge e a volte all’intera silloge, corrispondendo a una felice commistione fra le diverse forme artistiche tendenti a dare maggior senso all’intera opera. Quest’anno, dunque, il Premio inaugura la stagione dei libri editi di poesia portando a compimento il progetto di valorizzazione della scrittura e della diffusione delle opere letterarie. Nei prossimi giorni approfondiremo i criteri valutativi che saranno adottati dai membri della giuria e illustreremo le varie fasi del Premio, che prenderanno il via subito dopo la scadenza fissata per il 30 novembre. Come sempre, non mi resta che augurare una buona scrittura a tutti! 

Pubblicato in Spigolando qua e là... | Lascia un commento

Premio Vitulivaria – Finalisti 2019 per la narrativa

L’edizione del 2019 ha registrato un’ampia partecipazione da parte degli autori in prosa, con una sorprendente quantità di racconti di qualità, dotati di un ottimo registro lessicale e di padronanza  stilistica,  che sono stati esaminati da una Giuria preposta e diversa da quella nominata per la poesia. A questo punto è doveroso riconoscere l’eccellente  lavoro svolto dalla Commissione giudicatrice, cui va peraltro il mio profondo ringraziamento, che ha offerto un fondamentale supporto, grazie  a doti di altissimo livello culturale e professionale. Ogni membro della Giuria ha donato  preziosi commenti, elaborando valutazioni precise e scrupolose, giungendo a decretare i risultati con la massima imparzialità e correttezza.La sezione dedicata alla narrativa è stata introdotta nella terza edizione del 2015 ( il Premio ha una cadenza biennale), compiendo  un ulteriore passo in avanti, in considerazione della indubbia funzione che riveste la scrittura, oggi e in ogni tempo. Nel video che proponiamo, una breve presentazione delle opere di narrativa giunte in finale nella V edizione.

Pubblicato in Spigolando qua e là... | Lascia un commento

Il cammino del Premio…

Oggi la Gazzetta del Mezzogiorno ha dedicato uno spazio al nostro Premio, una menzione per questa sesta edizione che sta vedendo una nutrita partecipazione di poeti e scrittori che  da tutta Italia inviano le loro opere. Un mese e mezzo circa alla scadenza, prevista per il 30 novembre e subito dopo  avranno inizio i lavori della Giuria, i cui componenti saranno presentati attraverso le pagine di questo blog.  Saranno resi noti anche i criteri di valutazione e di qualità per l’attribuzione dei premi, nella perseveranza dei concetti base su cui è improntato il Premio: serietà, correttezza e trasparenza.
Buona scrittura a tutti!

 

Gazzetta del Mezzogiorno del 14 ottobre 2020
Pubblicato in Spigolando qua e là... | Lascia un commento

Premio Vitulivaria – Finalisti 2019 per la poesia

L’edizione del 2019 è stata ricca di soddisfazioni: tanti i partecipanti e di ottima qualità le opere presentate. Era ancora presente la sezione dedicata ai giovani studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e, pertanto, si è avuto modo di notare la preparazione e il talento di giovanissimi che si sono cimentati in una competizione seria e, a mio parere, formativa. Nel video che proponiamo, una breve presentazione dei finalisti della V edizione, rinnovando il nostro plauso e l’invito a continuare sulla strada della poesia.

Pubblicato in Spigolando qua e là... | Lascia un commento

Un racconto per QuiSalento nella rubrica “Le storie di qui”

Proponiamo l’articolo sul Premio letterario Vitulivaria – memorial Gerardo Teni a firma di Alberto Cazzato e pubblicato su QuiSalento di Ottobre.
In questa sesta edizione, tra le novità che abbiamo già evidenziato, vi è quella relativa alla pubblicazione all’interno della rubrica “Le storie di qui” di uno tra i racconti finalisti, che sarà scelto secondo la linea editoriale del mensile QuiSalento e godrà di un’illustrazione originale a corredo dell’opera. Ringraziamo il direttore Dario Quarta e tutta la redazione di QuiSalento per la collaborazione offerta e aspettiamo le vostre storie!

Pubblicato in Spigolando qua e là... | Lascia un commento

Premio speciale Vitulivaria – V edizione – 2019 – assegnato a due autrici: Bruna Caroli e Anna Maria Frassanito

La  quinta edizione del Premio Vitulivaria – memorial Gerardo Teni, ha registrato una partecipazione al di là di ogni aspettativa e di questo devo ringraziare veramente tutti i poeti e i narratori che hanno, ancora una volta, creduto in questo Premio e gli hanno affidato i loro versi e le loro pagine con entusiasmo e tanta, tanta passione. L’edizione del 2019 ha visto aumentare il numero degli elaborati rispetto ai circa duecento presentati nell’edizione del 2017, con una stima che si aggira su un cifra superiore a trecento e, soprattutto, ha rilevato un’ampia partecipazione da parte delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Da quest’anno la sezione dedicata alle scuole è stata sostituita dalla sezione D, relativa ai libri di poesia editi, lasciando tuttavia lo spazio per i giovani autori al di sotto dei vent’anni d’età che possono partecipare a tutte le sezioni, inclusa la narrativa.
Tra i riconoscimenti previsti per i vincitori, grande rilevanza occupa il Premio Speciale “Vitulivaria”, conferito dal Presidente del Premio, previo consenso unanime della Giuria al completo. In questo Premio Speciale  è raffigurato metaforicamente il senso intrinseco del territorio salentino che si rivela attraverso la magia del paesaggio evocativa di versi che scaturiscono dall’anima.
Il sole che gioca coi rami d’ulivo e la pace che accarezza i prati verdi, mentre la luce adamantina riverbera d’azzurro. Tutto contenuto in un nome che racchiude natura, storia, emozioni e ricordi rivestiti di un fascino misterioso; tutto custodito in un piccolo lembo d’Italia, il tacco salentino, baciato dal sole, impreziosito dalla presenza di ulivi secolari e di distese di mare cobalto.
In questo articolo presentiamo dunque gli autori insigniti del Premio Speciale “Vitulivaria”, sia nella sezione poetica che in quella dedicata alla narrativa. Autori meritevoli che hanno dato voce a suggestive immagini della terra salentina assecondandone le caratteristiche e  le peculiarità.
È la volta di una poetessa sensibile e ricercata, Bruna Caroli, che ha partecipato nella sezione dedicata alla poesia con  “Soffia il vento”, ricevendo la seguente menzione: “Nella descrizione di elementi caratterizzanti un territorio caro e sempre vivo negli occhi dell’anima, si consuma una progressiva estinzione di testimoni primordiali di tradizione secolare rappresentati dagli “ulivi secchi morenti” di una terra generosa e provvida che ormai è preda di venti inclementi.”

Soffia il vento
Bruna Caroli

Premio Speciale Vitulivaria
sezione poesia a tema libero

Vento ricama

nei giardini

ghirlande di foglie morte.

Spinge, avanza qual demone folle.

E dentro l’anima soffia.

Immagini replica

di sole al tramonto,

d’ulivi secchi morenti filari:

manine che chiedono aiuto

le foglie d’argento di ieri.

Spinge, avanza, soffia

l’ansia rappresa

dell’uomo che passa,

sguardo sperso nel nulla.

Manichini intorno

a vuoto girano

quali sterili ruote

d’ingranaggi di morte.

Soffoca il vento

la rabbia,

soffoca

l’indigenza

la voglia di riscatto

di giovani mani

che solitarie afferrano

di birra bottiglie

con vitrei occhi smarriti.

Soffia il vento!

                       Premio Vitulivaria

ph Eleonora Mello

Per la sezione inerente la narrativa, viene premiato il racconto  di pregevole spessore e accuratezza stilistica “E Lina scelse la sua stella” di Anna Maria Frassanito, che riporta la seguente menzione: “Racconto che denota la capacità di ricostruire, in un affresco storico, le esperienze e le immagini corali che ruotano intorno ad un piccolo centro del territorio salentino, coniugandole con una narrazione intima, toccante, espressa con delicatezza, sensibilità e toni intimistici che avvicinano il testo al mondo della poesia.”

E Lina scelse la sua stella
Anna Maria Frassanito

 

PREMIO SPECIALE Vitulivaria
SEZIONE narrativa

Lina non aveva ancora compiuto diciassette anni, quella mattina del 2 luglio 1943. Si era vestita con cura, aveva indossato il vestitino pervinca che le segnava la vita snella e aveva messo gli orecchini lunghi, che con il loro ondeggiare le delineavano l’ovale olivastro.

Era il giorno della Fiera, la festa della Madonna della Visitazione, la festa più importante del suo paese, Salice Salentino. Sua sorella l’aspettava impaziente, la messa stava per cominciare e padre Fedele non sopportava i ritardatari : i malcapitati che arrivavano qualche minuto dopo l’inizio della messa venivano fulminati da una tremenda occhiataccia, seguita da una voce roboante che tuonava “ nella casa del Signore non sono ammessi ritardi “, facendo vergognare a morte i destinatari di tali improperi. Lina appuntò sul vestito un mazzetto di roselline, dette un’ultima occhiata all’immagine riflessa nello specchio del grande comò e raggiunse la sorella. Mariuccia aveva fatto la sua acconciatura preferita, due trecce che giravano intorno alla testa, circondando il viso rotondo e paffutello, ed era molto graziosa con il suo vestitino nero plissè e il bolerino bianco. La mamma dette loro uno sguardo compiaciuto.  Uscirono. La strada era piena di bancarelle, richiami e rumori festosi, un delizioso odore di croccante aleggiava nell’aria, tentando le due ragazze. “Dopo la messa”– disse Mariuccia – che assumeva, quando necessario, il ruolo di sorella maggiore. Camminavano  pavoneggiandosi un po’, celando il turbamento che qualche sguardo maschile suscitava in loro. Insieme all’odore dei dolciumi arrivava alle loro narici anche un altro odore, molto più forte e meno gradevole, quello di stallatico e di animali, dato che poco più in là, in un ampio spiazzo, c’era il mercato di cavalli, capre e pecore. Arrivarono nella chiesa del convento dei francescani, già gremita di gente. Odori di umanità, di aliti stantii e pelli sudate, mescolati al profumo dell’incenso, dei gigli e delle rose che ornavano l’altare.

La Madonna della Visitazione era nella sua teca. Lina la vedeva come prigioniera in quella gabbia di vetro, e spesso aveva pensato di liberarla. Il vestito seicentesco e gli ornamenti della statua la stupivano sempre, la guardava con occhi ammirati ed estasiati. La messa cominciò. La gente si sventagliava sudata, perfino il marmo della chiesa sembrava trasudare, emanando quel lieve odore freddo di pietra. Padre Fedele nell’omelia non tradì le aspettative, sferzò duramente i vizi e i peccati, accarezzò le buone azioni, con quel vocione potente capace di passare dal flautato al trombone, sempre “squilla” del Signore, come veniva denominato dagli ammiratori, che erano tanti. Tra le qualità di padre Fedele non vi era,però, quella della  sintesi, e Lina rischiò un paio di volte di addormentarsi, reclinando in avanti la testa. La messa infine terminò, e la folla dei fedeli si riversò fuori. Lina e Mariuccia avevano sceso i primi due gradini della scalinata quando, senza alcun sentore o preavviso, il giorno non fu più giorno, l’aria non fu più aria, ma una sorta di tornado potentissimo che scaraventò per terra la gente, atterrita. Il cielo si oscurò di enormi mezzi neri, volanti. E fu il caos. Lina si trovò in ginocchio. Chiamò Mariuccia ma non ebbe risposta. Si rialzò e cominciò a brancolare a fatica tra la gente impazzita che correva da tutte le parti. Vari idiomi si sovrapponevano e confondevano: salicese, leccese, barese, napoletano, in un caleidoscopico miscuglio di maledizioni e invocazioni  la gente urlava la propria paura.  “Le bombe, le bombe” gridava qualcuno.

Si udì improvvisamente un galoppare impazzito, i cavalli, folli di paura, avevano saltato le recinzioni buttando per terra persone e cose. Le bancarelle furono rovesciate, per la strada giocattoli, dolci, piatti e stoviglie erano ridotti in pezzi. Lina non capiva più niente, aveva l’impressione di non vederci più. Il cuore le batteva all’impazzata, e dentro di lei implorava la mamma, che non c’era per aiutarla. Poi, improvvisamente, il silenzio. Come succedeva al cinema, quando si inceppava la pellicola e il film si interrompeva. Tutti immobilizzati, nessun rumore, un    “fermo immagine”.  Durò alcuni secondi, poi  si sentì il pianto di un bambino, la gente si scosse, riprese a parlare a voce alta. Si cercò dell’acqua nel vicino bar, poiché un’anziana signora si era accasciata per terra per lo spavento.  Lina cominciò a correre verso casa, che distava poco. Arrivata, Mariuccia le aprì la porta. Era arrivata prima poiché, avendo perduto di vista la sorella, era andata a casa per chiedere aiuto alla mamma,  correndo disperatamente. Le due ragazze si abbracciarono. La mamma, preoccupatissima, strinse Lina forte forte al petto.  Le donne si raccontarono l’accaduto, non riuscendo a capire bene cosa fosse successo. Grande preoccupazione destava l’assenza del padre, che era nei campi. Fortunatamente poco dopo rientrò, aveva avuto modo di parlare con qualcuno, si era finalmente capito cosa era successo. Bombardieri americani, i neri uccelli che avevano sorvolato il cielo, oscurandolo, in conflitto con l’aviazione tedesca stanziata a pochi chilometri, avevano sganciato delle bombe nella campagna vicina al paese, terrorizzando la popolazione, ma risparmiandola.  Di lì a poco la casa si riempì di gente. Vicini di casa, venditori delle bancarelle pallidi di paura, che chiedevano un bicchiere d’acqua, tutti tremanti . Tutti furono ospitati e rifocillati . La gente gridava al miracolo: la Madonna della Visitazione aveva voluto salvare la gente di Salice, e aveva deviato il volo dei bombardieri verso la campagna, risparmiando il paese. La gente pian piano tornò nelle proprie case, i venditori raggiunsero le loro bancarelle preparandosi a partire per i propri paesi.

 Il padre uscì per raccogliere altre notizie, e quando tornò disse che le bombe avevano creato delle voragini immense nella campagna, distrutto qualche vigneto e incendiato qualche pajara. Nel tardo pomeriggio tutta la famiglia, tranne i due figli maschi che erano in guerra, si mise sul biroccio per andare a vedere le voragini create dalle bombe. C’era tanta gente accorsa a vedere l’inquietante spettacolo, chi gridava, chi ringraziava il cielo per lo scampato pericolo. Lina non avrebbe mai immaginato che potessero esistere delle buche così grandi, grandi quanto Salice, pensava. Mentre la gente parlava e parlava, Lina si sdraiò per terra e guardò il cielo. C’erano le stelle. Era sempre rimasta incantata dalle stelle, fin da bambina, quando cominciava a riprendersi da quelle crisi tremende che la facevano stramazzare e rotolare per terra, allora i famigliari, per distrarla, nelle sere d’estate la portavano in giardino e si affannavano a dire “Lina, le stelle, le stelle, Lina”, e lei con il viso ancora stravolto dalla passata sofferenza alzava lo sguardo e la luminosità delle stelle la calmava. Sognava di avere una stellina tutta per lei, da legare con una cordicella e portarsela dietro, come un aquilone. Lina continuava ad essere immersa nei suoi pensieri, nonostante il brusio della gente. Pensò che era viva, che erano vivi, e sentì una grande gioia dentro.
Guardò di nuovo il cielo.
E scelse la sua stella.

                                Premio Vitulivaria

ph Eleonora Mello

 

 

Pubblicato in Spigolando qua e là... | Lascia un commento