“I miei genitori” di Carlo Giuseppe Galati

Assenze.
Senza sfumature.
Tra le pieghe dell’anima.
Nei giardini del cuore.

Rivoglio mia madre.
Voce cristallina.
Carezze.
Amore.

Rivoglio mio padre.
Profumo di tabacco.
Finti rimbrotti.
Orgoglio d’avermi.

Presenze.
Indelebili.

Carlo Giuseppe Galati

Finalista Sezione A
VIII classificato

Versi brevi e interrotti dal punto fermo come un clangere di porte che si chiudono sugli occhi ma non sui ricordi netti, “senza sfumature” in un tempo eterno dell’anima: tra le sue “pieghe” e nei suoi “giardini”. La brama di un volto, di una voce, di un profumo. “Rivoglio mia madre”, “Rivoglio mio padre”. “Assenze” per i sensi, ma “presenze indelebili” per il cuore.[A.Teni]

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