“Il tempo di morire” di Santo Marsigliante

Vi racconto un mio ricordo di quando ero osservatore distratto di vite altrui.

Senza esitazione mi invitò nella sua casa alla fine di una miserabile strada. Mi presentai scortato da un nome vinto al lotto. Il suo piccolo bambino era in piedi sulla porta del bagno. Appena seduto cominciai a mormorare rosari di domande, percorrendo l’intera lunghezza della sua esistenza. Realizzai prontamente che mai avrei potuto credere a nemmeno una parola della sua storia; ma non aspettò neanche un momento per spiegarmi ogni cosa digrignando buffamente i denti. Chi, nel mezzo della sua vita, ora mi chiedo, le aveva mai dato un amore trasparente? Non lo so e non so come avesse tutta quella esperienza di me.

Lei alla fine si alzò e barattai un mazzo di rose con il suo più cortese sorriso; mi lasciai catturare dalle sue labbra piene di perle e mi sentii trasportare come la prima volta. Abbandonai la mia vecchia ideea che la voleva ancora bambina e di nuovo sedemmo sul pavimento intorno ad una lampada a cherosene e un vinile suonò vecchie canzoni con un’armonica. Mi sembrò più di qualche volta che tutto era passato senza crudeltà, senza colpe e peccati che potessero giustificare una morte.

“Buona giornata, il sabato”

disse, apparentemente assorta.

“Guardandoci di sbieco abbiamo vissuto in mondi diversi ma intersecanti”.

Mi disse di nuovo dei petali che cadono sul tavolo, delle gardenie da innaffiare, dei capelli bianchi da pettinare e della vita vissuta male. Continuai a ostinarmi nel non parlare. Mise un’altro vinile sul piatto démodé, uno dei suoi favoriti: “Il tempo di morire”.

“Sai, io lo ho conosciuto Battisti … ma non aveva origini italiane, lo sai? Io adoro Battisti vecchia maniera, caro. Se solo tu avessi avuto la voglia di aspettarmi, caro, se solo tu mi avessi sopportato, sardonico e distante, mi avresti toccato anche restandomi lontano”.

Stanotte, adesso, si’

Mi basta il tempo di morire

Fra le tue braccia cosi’

Domani puoi dimenticare, domani…

Ma adesso dimmi di si’

Lentamente il sipario si chiude e ti nasconde ma non riesco a decidere se applaudire o fischiare. Come osservatore distratto mi sento visibilmente deluso, come chi si aspetta qualcosa di diverso e si sorprende a pensare che il tempo non rimargina ferite. Solo le cose che non hanno avuto importanza non ne hanno ancora e mai ne avranno. Solo le ferite superficiali sono rivestite di nuova pelle indistinguibile da quella vecchia. Il tempo passa, la bellezza sfiorisce ma i sentimenti rimangono gli stessi e quelli veri vengono rafforzati. Io non mi sento toccato dalle sue parole, a quest’ora della notte avrei preferito maggiore frivolezza, come quando le dissi

“Ti ricordo vestita di sole con il vento tra i capelli”

… e giù a ridere a crepapelle. Ma alla fine forse hai ragione tu, è ora di andare a dormire. Poi, quando veramente pareva che mai più dovesse parlare, sembrò scuotersi da un lungo sonno e si portò al naso il bicchiere di vino; dopo averlo annusato finalmente bevve e parlò poche parole, tutte in una secca frase. Gli riaccesi lo stereo con la sua musica preferita, ancora un altro sorso, un far finta di raccogliere le idee ed un breve sospiro.

Prendi tutto quel che ho

Mi basta il tempo di morire

Fra le tue braccia cosi’

Domani puoi dimenticare, domani

Ma adesso, adesso dimmi di si…

Quanto avrei voluto capirti prima, ma poi cosa sarebbe cambiato per me che ho cose da buttare via? Sarebbe cambiato tanto poco se tu non fossi qui, se tu mai avessi parlato, se quel bicchiere non fosse tra noi, le nostre presunte attenzioni e la malcelata noia. Avevo deciso di parlarti senza trucchi nè inganni ma ti muovesti maldestramente ed il tuo gomito mandò in frantumi il bicchiere e la mia buona volontà. E così in nome della nostra falsa modestia ti prego di mantenere il silenzio ancora per pochi minuti perché mi sento già le palpebre pesanti …

This is the end

Beautiful friend

This is the end

Smettemmo di respirare un minuto più tardi.
Santo Marsigliante

Secondo  Premio Sezione C

immagine-436

ph Eleonora Mello

Con uno stile essenziale e con un ritmo che ben rende il pensiero, l’autore tratteggia l’incontro con una donna, un amore della sua giovinezza, che appartiene ormai ad un tempo perduto. Ineluttabile cala il sipario tra le note di un caro motivo familiare di Battisti. Non sempre il tempo rimargina le ferite. Il silenzio ra è l’unica voce che può lenire il rimpianto di ciò che non può più essere… Non rsta che la voglia di dormire. Non resta che un tempo per morire. [ A. Teni]

Santo Marsigliante è professore di Fisiologia presso la Facoltà di Scienze MM FF NN dell’Università del Salento. Attualmente insegna nel corso di laurea in Biotecnologie Mediche e in quello in Ottica e Optometria.Studia i meccanismi della comunicazione cellulare, i fondamenti generali dell´endocrinologia e gli eventi trasduzionali in risposta alla somministrazione di chemioterapici platinati. Scrive occasionalmente poesie e si è aggiudicato il Premio Speciale “Associazione VIva Mente” nell’edizione di Vitulivaria 2013.


 

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