“Raccontami di te” di Mariantonietta Valzano

Ci sono due schieramenti che si contrappongono: i fautori della poesia e quelli del romanzo racconto.
In realtà le due forme di scrittura non sono antitetiche ma complementari.
La poesia è l’universale; il tempo non ha una realtà, non ha una scansione ma è dilatato e infinito.
Il racconto è il particolare, ci sono momenti distinti che si susseguono e si dipanano dando un continuum temporale finito e costituito da attimi distinti.
La poesia è il desiderio di sé: il domani è ciò che accadrà.
Il racconto è il sé, è l’accaduto e l’accadimento, è la realtà del momento.
La poesia si scrive con la percezione, percezione di ciò che è che sarà, dove il cuore batte e comprende secondo le sue regole. Vi sono mille legami con l’universo nella poesia, legami che non si possono spiegare, ma solo …sentire. Ci si riconosce nella poesia.
Il racconto si scrive con la coerenza del pensiero logico che sfuma nella fantasia, le cui redini sono saldamente in mano alla ragione, che conduce e dirige. Si susseguono frasi coerenti, che si connettono tra loro, rapiscono il lettore in una realtà alternativa, dove non ci si riconosce, ma si vive una vita non propria e si ….conosce.  Aggiungendo tasselli e costruendo trame, nel racconto si frammenta il sé in mille rivoli. Ogni attore del racconto è un tratto dello scrittore, un pezzo ineguagliabile e unico che si fonde in una introspezione corale fino a sfumarsi una struttura coerente e razionale dove tutto ha un senso nell’armadio della logica.
Nella poesia vi è libertà, la libertà di percepire senza che la ragione pretenda il perché. La poesia la senti tua ..la sente il mondo sua.
Nel racconto la ragione regola, si deve comprendere, connessioni e conseguenze, cause ed effetto, si scorre avanti e indietro alla ricerca del senso coerente.
Nel raccontarsi si è soli…..
Soli a fare i conti con sé stessi.
In una solitudine che il foglio bianco a volte osserva lacrime mute di dolore rigare il volto.
Si ha la certezza che sarà molto difficile far sentire ciò che si prova, perché il pensiero imbrigliato si scioglie a fatica. Ma più è ardua quella fatica, più si scende nella profondità di quella anima, fatta di meandri angusti dove è arduo trovare il filo della catarsi. Ma quando si trova….. si  scrive qualcosa di così unico e grande …..da racchiudere una vita in mille vite.

Mariantonietta Valzano

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...