“La bandana di Samìr” di Enzo Bacca

La bandana di Samìr

Era la bandana nera l’orgoglio di Samìr

indossata una sera al chiaror della luna

la prima volta, nell’orto dei carrubi

sull’altura che da Raqqa volge al confine.

La seta del Pamìr luccicava simil metallo

sulla fronte bruna di quell’innocente

plasmato per giochi di guerra e di tortura

(infanzia violata da gente senza tregua)

onda anomala sulla giovane spuma.

Era la bandana nera dai ricami d’oro

il premio per Samìr, cresciuto ignaro

all’ombra di ore segnate dal fuoco

nella madrasa dalle pareti bianche

baluardo per padri votati al martirio.

Era la bandana nera la chiave del paradiso

la luce, il delirio, la sete di sangue

nello sciabordio della mente annebbiata

coltre di fumo sul futuro di un figlio.

Vessillo al vento di giovinezza traviata.

Tutto era, quella bandana benedetta.

E quando il giglio d’Oriente chinerà il capo

sulla terra di sventura

sarà quella seta pura, oltraggiata

a sventolare libera, senza paura

sui cieli sgombri da nubi funeree.

Sorrideva Samìr

novello Isacco d’abbandono

la morbida stoffa chiusa alla nuca

i lembi lisci sul collo nudo

sciolti sulle spalle fragili e brune

la schiena ricurva sul pesante fucile.

Nell’aria il suono dolente del rabab

triste nenia sulle note dello schianto

a scandire il pianto di prematura sorte.

Dorme Samìr, angelo della sera

dorme tra i sassi, sull’altura della morte

sognando un’altra primavera.

Terzo Premio Sezione A

 Il poeta, facendoci immergere nel suo mondo psicologico e ideologico, sapientemente ricrea la temperie culturale e spirituale illuminante del modus vivendi di una parte di un Islam fondamentalista, dove la Jihad e la Sunna sono nutrimento e ragione di vita sin dalla più tenera età. In questa lirica si rappresenta la strumentalizzazione della religione, tanto da permettere, in una raggelante normalità di accettazione della morte come sacrificio, che un bambino come Samir si voti, consapevolmente ed eroicamente, a un destino di martire. Lo stile del componimento, fluidamente prosastico, è ricco di felici immagini in un’unità costruttiva palpabilmente lirica.

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